Ricorsi per l’accertamento dello status di disabilità l. 104/92 – Ricorsi per l’invalidità civile

Lo studio legale vi seguirà in tutte le fasi della procedura dalla presentazione all’Inps della domanda per il riconoscimento dell’accertamento dello status di disabile e/ o invalido civile , con la collaborazione del proprio patronato di fiducia, che ha sede presso la sede legale sita in Palermo, nella Via Veronica Gambara n 6 .

In caso di diniego dell’istanza da parte dell’Inps, gli Avvocati vi seguiranno per l’eventuale proposizione del ricorso avanti al Giudice territorialmente competente.

La legge 104 è legata al riconoscimento dello status di handicap. È considerato soggetto portatore di handicap: – “colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione” (articolo 3 comma 1 legge 104/92).

Con lo stato di handicap ai sensi della Legge 104 viene presa in considerazione la difficoltà d’inserimento sociale della persona. Tale difficoltà è dovuta a una patologia o a menomazioni fisica e/o psichiatriche.

Il riconoscimento dell’handicap, secondo la Legge 104, è una condizione giuridica differente ed aggiuntiva rispetto allo stato d’invalido civile, e dà diritto a benefici fiscali e agevolazioni lavorative diverse(come, ad esempio, i permessi retribuiti)

L’handicap, secondo quanto previsto dalla Legge 104, ha tre livelli di gravità differenti, ai quali sono collegate diverse previsioni normative:

  • handicap senza connotazione di gravità;
  • handicap in situazione di gravità;
  • handicap superiore ai 2/3.

Vediamo di seguito i principali benefici fiscali e lavorativi riconosciuti dalla legge ai portatori di handicap, ed i requisiti sanitari necessari.

Le principali agevolazioni fiscali riconosciute dalla Legge 104 ai portatori di handicap sono:

  • agevolazione fiscale sull’acquisto di veicoli: il beneficio consiste nell’applicazione dell’Iva agevolata al 4% sull’acquisto del veicolo, nella detrazione del 19% del costo e nell’esenzione dal pagamento del bollo auto e delle tasse di trascrizione; possono accedere alle agevolazioni i soggetti con disabilità motoria, disabilità intellettiva (se titolari di indennità di accompagnamento e con certificato di handicap grave), o disabilità sensoriale (ciechi e sordomuti);
  • agevolazione fiscale sull’acquisto di ausili: per l’acquisto di ausili, i disabili godono Iva agevolata al 4% e, in certi casi, alla detrazione del 19% del costo;
  • agevolazione fiscale sull’acquisto di sussidi tecnici ed informatici: anche per tali sussidi i disabili godono Iva agevolata al 4% e della detrazione del 19% del costo;
  • deduzione dal reddito delle spese sostenute per l’assistenza specifica: l’assistenza deve essere resa ai portatori di handicap da personale medico e sanitario; possono godere della deduzione anche i familiari aventi a carico la persona con handicap;
  • detrazione dalle imposte delle spese sostenute per l’assistenza personale e domestica;
  • detrazione per familiari disabili a carico: per chi ha un figlio portatore di handicap, è prevista una detrazione aggiuntiva pari a 400 euro.

Inoltre, il possesso di handicap in situazione di gravità dà diritto alle seguenti agevolazioni lavorative:

  • possibilità di fruire di 3 giorni di permesso retribuito al mese(frazionabili anche a ore): l’agevolazione vale per il lavoratore portatore di handicap grave o per i familiari che assistono il disabile;
  • prolungamento del congedo parentale: l’agevolazione è valida per i genitori del portatore di handicap grave, sino ai 12 anni di età, in luogo dei 3 giorni di permesso mensile o dei permessi orari (pari a 2 ore al giorno);
  • congedo straordinario: si tratta di un congedo retribuito, che spetta a chi assiste un familiare con handicap grave, che spetta nella misura massima di 2 anni nell’arco della vita lavorativa;
  • rifiuto al trasferimento: si tratta di un vero e proprio diritto soggettivo in capo al lavoratore disabile e al lavoratore che assiste un familiare disabile, che spetta nel caso in cui il datore di lavoro voglia trasferire il dipendente ad altra sede;
  • scelta della sede di lavoro: il lavoratore che assiste un figlio portatore di handicap e il lavoratore disabile stesso hanno diritto a scegliere, quando possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio; in questo caso non si tratta di un diritto soggettivo ma di un interesse legittimo del lavoratore;
  • scelta prioritaria della sede: il portatore di handicap con gravità superiore ai 2/3 ha diritto, se assunto presso gli enti pubblici come vincitore di concorso o ad altro titolo, di scelta prioritaria tra le sedi disponibili;
  • rifiuto al lavoro notturno: il disabile, o il lavoratore che assiste il familiare disabile (portatore di handicap grave) può rifiutarsi di prestare lavoro notturno.

L’invalidità, invece, viene riconosciuta in valore percentuale sicché per ottenere dei benefici, la percentuale d’invalidità deve essere superiore al 33,33%, vale a dire che la capacità lavorativa deve essere ridotta di un terzo.

Quindi, l’invalidità civile è strettamente collegata alla riduzione della capacità lavorativa che, al fine di compensare lo status sociale, la legge italiana concede specifici benefici.

Lo status di invalido civile è riconosciuto solo a partire da una percentuale di riduzione della capacità lavorativa superiore a 1/3, cioè al 33,33%. Nel Suo caso, avendo la Commissione medica dell’Asl riscontrato una riduzione della capacità lavorativa del 67%, oltre ai predetti benefici per i portatori di handicap, potrà godere dei seguenti benefici:

  • acquisti gratuiti di ausili protesici (strumenti correlati alle patologie specificate nel verbale di invalidità;
  • iscrizione in liste mirate al collocamento (ai sensi della legge 68/99);
  • esenzione ticket per visite specialistiche, diagnosi strumentali ed esami ematochimici;
  • acceso ai benefici della legge 104/92 (articolo 21 della Legge 104), solo per i dipendenti pubblici (precedenza assegnazione di sede di lavoro, esenzione pagamento tasse universitarie).

Come fare per ottenere il riconoscimento

Chiunque si trovi in condizioni di minorazione fisica e/o psichica transitoria o temporanea dovrà presentare all’INPS apposita domanda di riconoscimento del proprio status, attraverso una procedura informatizzata e previa acquisizione della certificazione da parte del medico certificatore (generalmente tutti i medici condotti sono medici abilitati a questo tipo di certificazione).

Dopo di che la persona verrà convocata a visita da parte di una commissione che fornirà all’interessato un verbale contenente l’esito dell’accertamento. Questo verbale, dunque, contiene il tipo di riconoscimento individuato dalla commissione medica o il diniego della richiesta.

Perchè ricorrere ad un Avvocato?

L’Inps in alcuni casi nega i i riconoscimenti dovuti e sempre più spesso tende a riconoscere uno status di minorazione meno grave di quello reale.

Ecco perché in questa fase il ruolo dell’Avvocato esperto in questa materia è fondamentale: proprio perché garantisce alla persona colpita da queste problematiche e alla sua famiglia una consulenza risolutiva in materia, un intervento fattivo nei confronti delle amministrazioni competenti e l’eventuale assistenza giudiziaria nel caso di diritti pervicacemente negati.

Se vuoi aderire al ricorso compila il form qui sotto allegando i documenti richiesti.


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